il catasto online
il portale consente agli speleologi di poter accedere in qualsiasi momento alla cartografia e alle schede catastali delle cavità del Piemonte e della Valle d’Aosta in maniera gratuita e libera.
Inoltre, Il catasto delle cavità naturali e quello delle cavità artificiali sono ora presenti in un unico portale, integrando anche dai dati faunistici e bibliografici, che rappresentano fonti di indubbia utilità per lo studio degli ambienti ipogei.

cavità naturali

cavità artificiali

cavità glaciali

fauna ipogea
DIGITALIZZAZIONE
Nel 2015 l’Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi, insieme ai coordinatori regionali (Renato Sella ed Enrico Lana) dopo oltre 30 anni di attivitł decisero la totale informatizzazione della struttura catastale e la sua “messa in rete” coordinati da Massimo Taronna e Davide Barberis.
IL portale del catasto
A partire dal 2019 tutto il catasto venne rivoluzionato con la creazione di un portale che snellì le operazioni di aggiornamento catastale. Ad oggi Il sito include grotte e cavità artificiali pubblicate sui bollettini dei vari gruppi. Inoltre, possono essere inserite sul sito grotte e cavita artificiali non ancora pubblicate oppure scoperte da gruppi che non sono iscritti all’AGSP. Oltre ai dati catastali di cavità naturali e artificiali è presente una sezione legata alla bibliografia, con fonti dal 1785 ad oggi, e una sezione legata alla fauna ipogea.
LE ORIGINI
Il Catasto Speleologico d’Italia fu istituito nel 1927 dall’Istituto Italiano di Speleologia che aveva la propria sede nell’allora italiana Grotta di Postumia. Al termine della Seconda guerra mondiale, gran parte dei documenti che vi erano stati archiviati andarono dispersi. In sostituzione dell’Istituto Italiano di Speleologia, nacque la Societł Speleologica Italiana (S.S.I.) che inizialmente sollecitò la ricostruzione del Catasto Nazionale con sede a Milano.
STORIA
I primi dati catastali sono stati raccolti nel 1927 da Carlo Felice Capello e successivamente hanno portato alla costituzione, nel 1957 del Catasto speleologico Piemontese e Valdostano, (la Valle dĺAosta era allora provincia Piemontese). Esso venne sviluppato seguendo una doppia evoluzione organizzativa che prevedeva la compilazione di una scheda catastale insieme ad una completa ricerca bibliografica. Da citare a tale proposito l’avvio dell’operazione “Piemonte sotterraneo” che portò oltre a molti validi contributi catastali, anche alla pubblicazione di “Aspetti Antropici delle grotte del Piemonte” (1966), di C. Lanza. Inoltre, la quasi contemporanea pubblicazione della “Speleologia del Piemonte – Bibliografia analitica parte prima” con aggiornamento a tutto il 1960, a cura si G. Dematteis e C. Lanza e del “Secondo elenco catastale del Piemonte e Valle d’Aosta” (1964).
LA SCHEDA CATASTALE
Agli inizi degli anni ’70 ci fu una prima revisione che comportò la suddivisione del territorio in due macro-zone, a seconda delle competenze degli aderenti al progetto: Piemonte Nord (provincie di Aosta, Novara, Vercelli) e Piemonte Centro-Sud (provincie di Alessandria, Acqui, Cuneo e Torino) assegnando ad ognuno dei curatori i compiti relativi la messa a catasto e revisione delle cavità delle zone di loro competenza (le grotte a catasto in Valle d’Aosta erano allora 11).
Fu adottata la prima scheda catastale promossa dalla SSI e modificata fino all’attuale versione. Le bibliografie furono ben strutturate e organizzate e ne vennero curati due aggiornamenti (fino al 1977 e fino al 1997), le cui informatizzazioni, promosse attraverso il “Progetto catasto” dal 1993, consentivano già un’ampia visione dei vari argomenti trattati.

IL CATASTO SPELEOLOGICO REGIONALE

IL CATASTO delle grotte
Nel 1980, la Regione Piemonte vara la L.R. 69/80, istituendo e finanziando il Catasto Speleologico Regionale.
Nel 1993, in considerazione che gruppi francesi e liguri operavano anche in Piemonte ed era difficoltoso accedere ai dati da loro acquisiti, venne varata un’ulteriore revisione che prevedeva l’accatastamento di quelle cavità i cui dati venivano pubblicati, su testi o riviste specializzate.
IL CATASTO DELLE CAVITà ARTIFICIALI
Durante gli anni ’80 il catasto cresce e accorpa l’inserimento delle cavitł artificiali. Esse sono incluse e classificate grazie al sistema proposto dalla Società Speleologica Italiana. La novità di questo sistema organizzativo è che permette la classificazione di tipologie di cavità precedentemente non considerate, considerando le tecniche e la tipologia di escavazione, l’epoca di realizzazione e lo stato di conservazione della cavità.
